Ha cambiato più partiti che paia di mutande. All’occhiello, invece di un fiore, porta una spilla con l’effigie di Paperino. E’ stato qualche mese al ministero dei Trasporti ma per farsi notare anche lì, ha abbassato i limiti di velocità. Per la tribù di web-radio Enrico Ferri (l’unico Enrico Ferri riconosciuto dal nostro comitato scientifico), non è un politico, è di più: un dadaista, un incrocio tra un Salvador Dalì al profumo di pesto e un Frank Zappa dalla bustarella facile. Come non ripercorrerne vita morte e miracoli? La scarna cronaca ci dice che è stato ministro della Repubblica, segretario nazionale del Partito Socialista Democratico Italiano poi esponente di Forza Italia, attualmente dell'UDEUR. Quando, nel ’92, comincò a piovere, lui non si abbatté, non fece la vittima e si industriò: presentò la lista "Socialdemocrazia delle libertà" con altri esponenti ex-socialisti craxiani. Partecipò alle elezioni europee del 1994 con il simbolo storico del sole nascente e raccolse lo 0,7%. Venne così eletto all'europarlamento e si iscrisse al Gruppo Socialista Europeo. Tuttavia a distanza di pochi mesi si candidò alla presidenza della Provincia di Massa-Carrara col sostegno del centrodestra, di Forza Italia e di Alleanza Nazionale. Questo comportò ulteriori fratture dentro il partito e l'espulsione ufficiale da parte dell'Internazionale Socialista e del Partito del Socialismo Europeo al quale il PSDI e Ferri aderivano. Ferri fu così costretto a lasciare la segreteria del partito. Anche per questo il 10 dicembre 1994 insieme con Luigi Preti, fondò il movimento Socialdemocrazia Liberale Europea (SOLE).Nel gennaio 1995 un regolare congresso del PSDI mise definitivamente in minoranza la corrente "moderata" di Ferri e Preti, nominando segretario del partito Gianfranco Schietroma.Nel 1995 allora il movimento SOLE divenne partito autonomo e si avvicinò all'area di centro-destra, stringendo una collaborazione privilegiata con il Centro Cristiano Democratico (Luigi Preti invece scelse l'alleanza con Forza Italia e si distaccò dal SOLE dando vita a una corrente interna al partito di Berlusconi denominata Movimento per la Rinascita Socialdemocratica). Alle elezioni politiche del 1996 Ferri fu candidato nelle liste del Biancofiore che univano CCD e CDU, senza tuttavia risultare eletto. Nel 1998 Ferri, ancora legato al CCD (del quale divenne vicepresidente nel 1997-98), seguì Clemente Mastella nell'esperienza dell'Unione Democratica per la Repubblica (UDR) di Francesco Cossiga. L'esperienza però durò poco. Nel 1999 guidò la sua corrente in Forza Italia riunificandosi con il Movimento per la Rinascita Socialdemocratica di Preti. Alle elezioni europee del 1999 è candidato nelle liste guidate da Silvio Berlusconi ed è eletto all'europarlamento dove vi rimane fino al 2004. Ricandidato in Forza Italia alle elezioni europee del 2004 non è più rieletto. In occasione delle elezioni politiche del 2006 torna con Mastella e approda all'UDEUR, scegliendo la coalizione di centrosinistra. Non risulta eletto. Dopo la nomina di Mastella a Ministro della Giustizia è stato nominato responsabile dell'Ufficio Coordinamento Attività Internazionali (UCAI) presso il Ministero della Giustizia. Un mito, e non è certamente finita qui…
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